Qualche Idea Per L'Italia

Democrazia aperta

Da tempo abbiamo davanti la crisi della politica; si auspica una stagione nuova e parlamentari di vari schieramenti propongono una soluzione nell’attuazione concreta all’art 49 Costituzione: in parole povere, propongono regole per i partiti od i movimenti politici (proposte di legge).

Per i suoi due progetti – “Democrazia aperta” e “Il valore delle regole” -, intanto “Qualche idea per l’Italia” sta inviando a tutti i parlamentari, salvo i pochi per i quali il sito di Camera o Senato non pubblica indirizzo di posta elettronica, una mail con la quale chiede un’intervista: man mano che arriveranno, saranno pubblicate le risposte. Analoga intervista viene proposta anche per il progetto “Il valore delle regole”. I progetti di legge per la regolamentazione dei partiti sono degni di attenzione, ricordando che fare leggi è compito del Parlamento il miglior modo che noi cittadini abbiamo per onorare e rispettare la massima istituzione democratica è quello di manifestare apertamente le nostre opinioni, con senso civico di collaborazione, per contribuire ad un futuro migliore.

Ad esempio, la prima impressione di chi scrive è che nei progetti manca la previsione di indicare il programma del partito, l’identità che accomuna i simpatizzanti, il progetto che essi vorrebbero realizzare. Chi legge queste righe conosce quello che i nuovi mezzi digitali offrono per comunicare, per costruire comunità di interessi, per dialogare e dibattere: quello che nasce in questo spazio può rappresentare per il dibattito politico materia viva di riflessione, proposta per civico spirito di collaborazione. I progetti di legge meritano comunque apprezzamento, per la volontà di dare ai partiti regole che mancano da 65 anni e per molti spunti positivi. Se si avvierà il dibattito, sarà interessante ed utile “ascoltare” il punto di vista di cittadini, esperti, politici ai quali ultimi, nel Parlamento, spetta la scelta finale. Una conferma viene dal Presidente del Consiglio Mario Monti il quale nella conferenza stampa del 4 dicembre 2011 ha affermato: “”…. la consultazione per la quale io ho più simpatia è quella fatta in modo trasparente e erga omnes: cioè il governo pensa ad un provvedimento non d’urgenza, ha … può permettersi un po’ di tempo, produce un bel Libro Verde, lo mette su Internet, sollecita entro trenta giorni, sessanta giorni, dipende dalla materia, la formulazione di opinioni, di pareri, pubblica queste opinioni e pareri sul sito. Tutti sanno chi ha raccomandato qualcosa, chi sconsigliato qualcosa e poi il commissario, la commissione, il ministro, il governo nelle sue responsabilità, prendono la decisione. “” Da sole, partecipazione e trasparenza non bastano a realizzare l’innovazione politica, ne’ tantomeno per fare politica, ma certamente costituiscono mezzi potenti per favorire entrambe. Col progetto “Democrazia aperta” l’associazione “Qualche idea per l’Italia” propone uno spazio di dialogo fra eletti ed elettori: può sembrare una sfida impossibile o velleitaria, ma la rivoluzione pacifica non è necessariamente una contraddizione irrealizzabile, è il dialogo quotidiano, tanto semplice da apparire banale od utopico. “Democrazia aperta” si offre dunque come opportunità di proposta e dibattito per costruire dialogo, si presenta in modo artigianale, con difetti e limiti evidenti: in base all’accoglienza, vedremo insieme come migliorare. Intanto alcuni giuristi ed informatici hanno assicurato disponibilità ad accompagnare il dibattito con suggerimenti e risposte: tutti con impegno volontario, per cui nessuno garantisce quella immediatezza di interventi immediati. Al momento, per questo progetto non sono previsti costi specifici, se e quando ne emergerà l’opportunità sarà attivata una raccolta fondi.